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SGUARDI

E m' inebria il cuor lo star qui aguardare
limpido, il disegno d' un acceso sguardo
che vince la paura, l' inganno, con l' ardire
di chi, solo con gli occhi, sa dir senza parlare!
Tra le mutanti fronde dei dì senza stagioni
corre perduta e insonne la giovane allegria
che trattener non può quest' anima sincera.
Sebben, lontan nel tempo, ne fu viva dimora!
Sicchè, lo vuole Dio che così belle stelle
or stìan vicine e leste sospiri a ridestare...
E so di poter dire che non s' annida al sogno
a certezze acerbe, all' esperienza o al fato
quel che un dolce fuoco, con fulgide emozioni
ritorna a sussurrare...
Tu m' inebri ancor, compagna mia di sempre!
Evanescente voglia, che muti gli occhi e il viso...
Qui, chiuso nel tuo sguardo, comincia a riaffiorare
di bramosia si nutre, felice, il mio sorriso.

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UN GIORNO AL MARE

I nostri corpi distesi sulla sabbia a pochi passi dall' acqua. Le nostre vite -separate- distanti da noi. E noi, finalmente, abbracciati! Il vuoto, l' attesa, il tormento sono solo un ricordo. Inutili orpelli che ho abbandonato sulla riva deserta... Cancellata dal mare.

BELTA'

Dimmi, ora quale è la colpa di un uomo che ama incondizionatamente una donna seppur tanto lontana, troppo lontana da lui, dal suo mondo? Se non la pura e lucida follia? Verbo ineluttabile di un carisma che si protrae nell' infinitezza d' incalcolabili dimensioni... In misure inesplorabili di velleità divine. La bellezza assoluta, dunque! Che lo rende vittima incolpevole. La mera beltà! Non il paradigma di una vezzosità sterile e oscena tangibile parvenza di un corpo di donna... Non quello.

PER UN SOSPIRO

Per questo. Per tutto quello che ho sciupato. Perchè nel buio il dubbio fuga se stesso... Per dare un senso alla fine. Mi condurrò sino alla tua voce per un solo sospiro, straziante. Come una morte che resta in agguato al lembo di un bagliore. Amore... Ma quanto amore è racchiuso in un solo pensiero? E' bramosia! Il sogno di vedere due tatti incontrarsi. Scivolare su percorsi sinuosi di corpi palpitanti a scavarsi un solco, dimora e prigione nel fluido aroma dell' eternità. Che tace, incolpevole... Ma non nega dissensi.

FUGACE

Dove sei incauta giovinezza? Ferma in quel tempo che tutto s' incendiava al sole? Dove mi vedesti cieco... O qui, ancora, in qualche melanconico ricordo che, nel nome tuo, domani ancor più saporito mi renderà solo un' infinita nostalgia? Dov' è, ora, quel lembo d' un sorriso? Che tanto corse in cerca di bellezza... Eppur, s' infiamma il cuore! Mentre fugace appari lasciando ombre sul mio viso... Struggente e pura, insonne bramosia di tanta vita, tu sei rimpianto! Effimera certezza.