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VIVIANA

A cosa serve lo scorrere del tempo?
Se è eterno...
Ed il suono delle parole?
Se ora io ti sento...
In questo nostro, momentaneo, mutilato abbraccio
annienta ogni timore la vivida certezza
che delle insensate voci, vane...
Che tutto pare voglian contenere
e del loro stridere terreno
non resta che un labile dolore...
Scévro del suo male.
Ma più che in me, ora
s' insinua, ostinandosi, il tormento
per chi ti volle bene e ancora t' ama
quanto mai potrà nessuno al mondo!
Per chi vagheggia, ormai, tra pianto ed ombre
come luce, quel tuo giovane candore...
Poichè il vedere negan gli occhi
a coloro che non posson credere.
Ma, io ti ho vista!
Planare di sorpresa alla mia spalla
in ali di libellula, portarmi il tuo saluto...
E, poi, in ancor fugaci cenni e giri di rondini
ad un palmo dal mio petto
con attònito silenzio, io ti ho sentita dirmi:
"Non piangere!
Perchè noi siamo sol -brevi sorrisi-
Passaggi lievi di farfalle in fiori
e bisbiglìi d' angeli che porgon guance e labbra
ai cuor colmi d' angoscia..."
Viviana!
In questo paradiso universale
che ogni dì si espande all' infinito...
Qui dove nascon nuove stelle ogni minuto
ed è già nulla quel che fu ragione...
Tu mi sei accanto, sorellina!
Si fa limpido chiarore il verbo tuo.
Nella preghiera.

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MALINCONIA

L' ho amata così tanto che mi è rimasta nell' anima. L' ho amata fino al punto di lasciarla andar via per non doverla incolpare di niente... L' ho amata e perduta. Ma ora la ritrovo in ogni tramonto. Sulle spumeggianti onde del mare che s' infrangono sulla rena. Accanto alle mie pantofole il primo ristoro, dopo il duro lavoro. La ritrovo sul volto d' una bella donna che accenna un sorriso incrociando il mio sguardo. Nessuno sa quanto ho amato il suono delle sue parole. La luce dei suoi occhi. Il fuoco di ogni suo bacio il balsamo delle sue carezze... Se la cerco è già qui. Ma non ricordo il suo nome.

LA SPIAGGIA

Su questa spiaggia, le orme, le tracce nitide e profonde piano, sempre scompaiono nel vento e nell' acqua. In questa storia, bruciata dal sole al mio sguardo in lacrime, bagnato nel sale al di là del dubbio, tutto appare immobile persino inutile. Son io la rena umida, l' inerme ganghero tra la, fatua, fugace apparenza... E il mistero profondo.

PER UN SOSPIRO

Per questo. Per tutto quello che ho sciupato. Perchè nel buio il dubbio fuga se stesso... Per dare un senso alla fine. Mi condurrò sino alla tua voce per un solo sospiro, straziante. Come una morte che resta in agguato al lembo di un bagliore. Amore... Ma quanto amore è racchiuso in un solo pensiero? E' bramosia! Il sogno di vedere due tatti incontrarsi. Scivolare su percorsi sinuosi di corpi palpitanti a scavarsi un solco, dimora e prigione nel fluido aroma dell' eternità. Che tace, incolpevole... Ma non nega dissensi.

FUGACE

Dove sei incauta giovinezza? Ferma in quel tempo che tutto s' incendiava al sole? Dove mi vedesti cieco... O qui, ancora, in qualche melanconico ricordo che, nel nome tuo, domani ancor più saporito mi renderà solo un' infinita nostalgia? Dov' è, ora, quel lembo d' un sorriso? Che tanto corse in cerca di bellezza... Eppur, s' infiamma il cuore! Mentre fugace appari lasciando ombre sul mio viso... Struggente e pura, insonne bramosia di tanta vita, tu sei rimpianto! Effimera certezza.